


Incontro transnazionale del consorzio a Barcellona, 18 e 19 giugno 2026.
Il 18 e 19 giugno 2026, i cinque partner di Youth AI Lab si sono riuniti a Barcellona per mettere a confronto gli insegnamenti tratti dai primi mesi di sperimentazione. Oltre a fare un bilancio, l’incontro mirava a comprendere come i laboratori avessero cambiato il modo di concepire il progetto e a prepararne le fasi successive.
I laboratori già realizzati a La Rochelle, Napoli e Barcellona hanno confermato la necessità di un quadro comune sufficientemente flessibile da adattarsi a contesti molto diversi. Le attività, dedicate in particolare all’IA generativa, alla robotica e alla creazione di applicazioni, non possono essere svolte nello stesso modo in un centro sociale, in un istituto tecnico o durante un corso intensivo. I primi riscontri hanno quindi portato i gruppi di lavoro a rivedere alcuni formati, come in Italia, dove le sessioni sono state accorciate per rispettare meglio i ritmi degli studenti.
La preparazione dei mentor rappresenta una seconda sfida. In generale, i mentor si sentono a proprio agio nel rapporto con i giovani, ma diversi membri del gruppo affermano di non avere riferimenti sufficienti per spiegare alcuni aspetti tecnici e affrontare temi quali i bias, l’etica o la rappresentazione. Queste questioni possono inoltre apparire astratte ai partecipanti e persino suscitare disinteresse quando si ha la sensazione di non poter intervenire sui sistemi di IA. I partner intendono quindi privilegiare approcci più concreti, basati sulla sperimentazione e sul confronto tra bias umani e algoritmici. I mentor hanno anche richiesto risorse facili da usare: spiegazioni accessibili sul funzionamento dell’IA, esempi collegati agli Obiettivi di sviluppo sostenibile e consigli direttamente applicabili nei laboratori.
Al di là degli adattamenti locali, il progetto deve ora trasformare le esperienze realizzate in ogni Paese in risorse utili all’intero consorzio. L’albero delle competenze offrirà un quadro comune per seguire i progressi dei giovani e confrontare gli approcci senza uniformarli. I futuri racconti dal campo permetteranno invece di documentare le situazioni incontrate, le difficoltà e le soluzioni sperimentate, affinché ogni partner possa trarre beneficio dagli insegnamenti degli altri. Questo lavoro comune guiderà la preparazione della seconda fase di laboratori.